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EXPO MILANO 2015 – Il Mondo in Vetrina

EXPO MILANO 2015 – Il Mondo in Vetrina
EXPO MILANO 2015 – Il Mondo in Vetrina

Riflessioni e appunti di viaggio. Il lascito di Expo Milano 2015: sperimentazioni, innovazione, tecnologia nelle architetture effimere dell’Expo 2015.

EXPO MILANO 2015 – Il Mondo in Vetrina

All’ Expo Milano 2015 partecipano 145 Paesi da tutto il mondo, 53 con un proprio padiglione e gli altri raggruppati nei 9 Cluster tematici (riso, cacao, caffè, frutta e legumi, spezie, bio-mediterraneo, Isole mare e cibo, cereali e tuberi, zone aride), 3 organizzazioni internazionali e 13 società civili.

Il sito si sviluppa su 1,1 milioni di metri quadrati, circondato da un canale di 6,5 km, attraversato da due assi di reminiscenza romana, il Decumano lungo 1,5 km e il Cardo di 325 m, che si incrociano in Piazza Italia dove sono disposte le quattro sculture di Daniel Libeskid, alte 10 m, che animano la piazza di suoni e immagini.

Sono di scena archistar che sperimentano tecnologie e materiali, fotografi che suggestionano con spettacolari immagini e chef di tutto il mondo.

L’Expo, dal tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, rappresenta un seme piantato oggi per il futuro, una riflessione culturale, una presa di coscienza mondiale, finalizzata a modificare l’attuale paradosso sul tema dell’alimentazione.

Al 4 ottobre si sono registrati 17 milioni di visitatori, per cui il famigerato obiettivo del commissario Giuseppe Sala 20 milioni si può considerare raggiunto entro la fine di Expo.

Si parla ora dell’operazione di smantellamento, del post-Expo.

I Padiglioni

1. Palazzo Italia

Padiglione Italia, risultato di un concorso internazionale, è composto da Palazzo Italia, promosso come icona del sito espositivo,  e dagli edifici prospicienti il Cardo. Si è parlato molto del padiglione italiano a Expo 2015, soprattutto prima dell’apertura ufficiale dell’esposizione, si temeva che i lavori non si sarebbero conclusi in tempo, che era costato troppo.

Palazzo Italia progettato dallo studio Nemesi & Partners (www.nemesistudio.it), unico edificio permanente all’Expo, la texture geometrica del suo involucro candido richiama le forme di una ramificata foresta urbana.  L’edificio, disposto su 6 piani, raggiunge i 35 metri di altezza e si sviluppa su una superficie di 9.000 mq.

L’involucro ramificato che lo riveste è fatto da pannelli di cemento biodinamico i.active BIODYNAMIC, materiale innovativo della Italcementi dalle proprietà fotocatalitiche che cattura alcuni inquinanti presenti nell’aria trasformandoli in Sali inerti. La malta è costituita dall’80% di aggregati riciclati, in parte rinvenienti dagli sfridi di lavorazioni del marmo di Carrara, i quali conferiscono un aspetto brillante. Inoltre il materiale risulta essere particolarmente lavorabile, con una fluidità iniziale tre volte superiore alle malte classiche, permettendo di realizzare le trame dei pannelli. (per maggiori info clicca qui)

I 700 pannelli ramificati sono stati disegnati uno ad uno dalla Styl-Comp  (maggiori info su: www.styl-comp.it).

Inoltre la matrice compatta e la ridotta porosità forniscono agli elementi prefabbricati realizzati con i.active BIODYNAMIC una maggiore durabilità, poiché vi è un bassissimo assorbimento d’acqua e una significativa resistenza agli agenti atmosferici.

All’interno, nei sui 4 piani, si articola un percorso multisensoriale curato dal direttore artistico Marco Balich e arricchito da 5 opere d’arte scelte da Rossella Vodret. Tra le icone che rappresentano l’arte italiana nel nostro padiglione la Vucciria, opera somma di Renato Gutturso (1974 – olio su tela 3m x 3m), che con la rappresentazione dello storico mercato palermitano, rende perfettamente la vivacità della vita del marcato. Vi sono poi l’Ortolano di Arcimboldo della Pinacoteca Civica di Cremona, la Hora, splendida statua in marmo del I secolo d.C. proveniente dagli Uffizi, il Sostegno di mensa con grifi (Trapezophoros) del IV sec., e infine la scultura realizzata appositamente per Expo 2015 da Vanessa Beecroft, una delle più interessanti giovani artiste italiane contemporanee.

Il tema scelto è il Vivaio, simbolicamente il luogo dove far germogliare e crescere i semi, le energie più giovani e vitali del nostro Paese e farle diventare solide e robuste come alberi.
Nel percorso si susseguono 4 aree tematiche: La Potenza del Saper Fare, “i supereroi della sostenibilità”, una persona per ogni Regione che si è distinta per aver contribuito a rendere la nostra terra ricca e produttiva; si percorre un percorso tra i disastri naturali, terremoti e inondazioni, che hanno interessato il nostro Paese per giungere nella seconda area tematica La Potenza della Bellezza, che mette in mostra i paesaggi italiani, le vedute, le architetture, gli scorci con spettacolari giochi effetti caleidoscopici; si attraversa poi l’installazione provocatoria di un’Europa senza Italia, con l’opinione di un architetto, un designer ed uno chef, per giungere a la Potenza del Limite, il limite come motore di ingegno, creatività e idee che cambieranno il futuro, dove vengono mostrati alcuni dei migliori progetti innovativi che si stanno sviluppando in Italia sul tema; infine la Potenza del Futuro dallo slogan “Italia, il Paese più biodiverso d’Europa”, che mette in mostra, su un’installazione a forma di Italia, una pianta per ogni regione italiana rappresentativa della propria storia e cucina. Il percorso espositivo si conclude con la risposta italiana al tema di Expo, ovvero la sottoscrizione del visitatore alla Carta di Milano, un documenti di intenti sulla sostenibilità ambientale e alimentare che sarà consegnato il 16 ottobre al segretario generale dell’Onu Ban Ki moon (www.carta.milano.it).

(Per maggiori info www.padiglioneitaliaexpo2015.com)

2. L’Albero della Vita

Il Simbolo promosso invece dai visitatori per l’Expo 2015 (anche perché non necessita di lunghe ore di attesa) è l’Albero della Vita, uno scenografico intreccio di legno di larice e acciaio al carbonio, alto 35 m con una chioma di diametro 42 m. Pensato da Marco Balich, ripropone un duplice rimando: alla Natura Prigenia e al Rinascimento Italiano nel suo disegno che ricalca la pavimentazione michelangiolesca di piazza del Campidoglio. (www.balichws.com)

Nella versione diurna è animato da giochi d’acqua ed effetti tridimensionali, in quella notturna  suoni, luci, grafiche laser, acqua ed effetti speciali di fumi e pirotecnia, sono uno spettacolo assolutamente imperdibile per i visitatori.

È stato realizzato da 19 imprese costituitesi nel dicembre 2014 nel Consorzio Orgoglio Brescia in un tempo record di 5 mesi, con una spesa di 3 milioni sostenuta interamente dal Consorzio. (Per maggiorni info clicca qui)

È stata avanzata l’ipotesi di spostarlo a Piazza Loreto, dove venne esposto e dileggiato il cadavere di mussolini, e dove convergono otto assi stradali. È stato proposto di reperire i 500.000 euro necessari allo spostamento con il crowfunding, un euro a testa per un nuovo simbolo per Milano. (Fonte: www.corriere.it)

3. Padiglione Zero

Curato da Davide Rampello e progettato da Michele De Lucchi, il padiglione zero con li suoi 9.000 mq di estensione, per la sua prossimità all’ingresso della metro, introduce la visita al Sito Espositivo. Mostra sulla grande facciata principale la scritta “Divinus halitus terrae”, ovvero “Il respiro divino della terra”.

In un’intervista il direttore artistico Davide Rampello afferma: “vogliamo proporre un racconto che parte dalla memoria dell’umanità, passa attraverso i suoi simboli e le sue mitologie, percorre le varie fasi dell’evoluzione del suo rapporto con la Natura – dall’azione di addomesticare il mondo animale e vegetale all’invenzione degli strumenti della lavorazione e della conservazione – e arriva fino alle forti contraddizioni dell’alimentazione contemporanea. Un percorso emozionale che da racconto universale si fa storia individuale.”

Il progettista Michele De Lucchi parla così dell’ispirazione dell’idea progettuale: “Il Padiglione Zero riproduce un pezzo della crosta terrestre, sollevata dal terreno e posta in una posizione di preminenza. Utilizzando la schematizzazione delle curve di livello, riproduce il suolo terrestre, con montagne, colline e una grande valle centrale. I Colli Euganei, che si trovano tra Padova e Vicenza, sono il riferimento più diretto per un sistema costruttivo semplice ed efficace di struttura conica. Le acque calde affioranti di Abano e Montegrotto Terme testimoniano la presenza di sommovimenti magmatici a piccola profondità e ci permettono di costruire un paesaggio evocativo dall’effetto molto naturale”.

Il visitatore è accolto da un’immagine piranesiana molto forte: un archivio fatto da cassetti per tutta l’altezza del padiglione, che sconfina idealmente all’infinito su entrambi i lati e al disotto del pavimento. Un Archivio della Memoria, metafora dei rituali e usanze alimentari sedimentate nella cultura dell’uomo. Due archi consentono la permeabilità del flusso di visitatori, l’accesso ad una seconda area, nella quale si mostra imponente il tronco di un albero che fuoriesce dal tetto del padiglione e in cui è proiettato un cortometraggio del regista napoletano Mario Martone “Pastorale cilentana”, la giornata di un pastore negli incontaminati spazi montuosi del Cilento, in cui si ascoltano soltanto i suoni universali della natura.

Segue una mostra di semi coltivati nelle piantagioni di tutto il mondo, una texture geometrica e colorata che tappezza le pareti; poi un tour tra animali a grandezza naturali, allevati o cacciati nei secoli dall’uomo.

Si accede poi ad un grande teatro all’aperto la Valle della Civiltà, che ospita la scultura La Conoscenza, commissionata a Mimmo Paladino in occasione dei 90 anni della Treccani, che raffigura un uomo seduto, intento a leggere un libro da cui fuoriesce un piccolo globo, poggiata su un basamento progettato dall’architetto Michele De Lucchi e realizzato da Maurizio Riva. Campeggia imponente Pangea, un tavolo di 80 mq disegnato dall’architetto De Lucchi e realizzato da Riva 1920 in Kauri, legno millenario proveniente dal sottosuolo della Nuova Zelanda, è composta da 19 pezzi sagomati ed è sostenuta da 271 gambe realizzate in Briccola, pali di rovere recuperati della laguna di Venezia, ossia tutto materiale riutilizzato, come dichiara fiero Maurizio Riva. Il progetto si ispira e prende il nome da Pangea unico continente che in origine si ritiene includesse tutte le terre emerse e che durante le successive ere geologiche si è diviso nei vari continenti.  (Per maggiori info visita http://www.riva1920.it/it/news/news/pangea-expo-2015/)

4. Padiglione Francia – “Produrre e nutrire diversamente”

Progettato da X-TU architetti, agenzia fondata nel 2000 da Anouk Legendre e Nicolas Desmazières (www.x-tu.com)

(Tutti i dettagli del progetto su www.morewithlessdesign.com)

Per accedere al padiglione i visitatori devono percorrere un giardino-labirinto, in una sorta di percorso iniziatico, che riproduce tre paesaggi agricoli: cereali, policoltura e allevamento, colture specializzate e orticoltura. L’intenzione è quella di rafforzare il legame tra produttori e consumatori.

Ispirato ad un mercato su due piani rappresentativo delle halles francesi luogo di scambi commerciali e di produzione, la complessa struttura del padiglione dall’alternanza di forme concave e convesse è realizzata in legno lamellare, in abete all’interno e larice all’esterno. Sulla volta ripropone un paesaggio capovolto di 3.600 mq di cui 2.000 mq incastellati, con vegetazione, dolciumi, vini, cibarie di ogni genere.

Ispirandosi al concetto “low-tech” il padiglione francese è interamente smontabile e rimontabile. Il padiglione beneficia di una ventilazione e di un sistema di raffrescamento naturale, con i flussi d’aria che lo attraversano e un tiraggio termico dal lucernario centrale.

Nella prima sezione dei maxischermi invitano a riflettere su come “produrre di più e meglio”, a seconda è invece dedicata a “Piacere e salute”, che invita i partecipanti a riscoprire il piacere di cucinare e mangiare come ricompensa per gli sforzi sostenuti durante il percorso con una serie di slogan che incoraggiano ad agire meglio per il futuro del cibo. Il percorso si conclude con dei messaggi che scorrono su una fascia di LED per ricordare ai visitatori che ciascuno di noi deve fare la sua parte per vincere la sfida alimentare.

5. AZERBAIJAN – “Tesoro di Biodiversità”

Progettato, costruito e gestito dal network italiano Simmetrico per Expo Milano 2015, in collaborazione con lo studio di architettura Arassociati, i progettisti strutturali di iDeas e lo studio di architettura del paesaggio AG&P.

(www.simmetrico.itwww.agep.it)

Il padiglione, concepito per essere poi smontato e rimontato a Baku, si fonda sul concetto della sfera, che rappresenta la biosfera, sistema aperto ai flussi di scambio con l’esterno, ma capace di proteggere lo sviluppo della vita al suo interno. Le grandi sfere in vetro curvo e acciaio, vero esempio di architettura complessa, sono state realizzate con un’innovativa tecnologia di derivazione aeronautica per la quale è in corso la procedura di brevetto. Per le sfere di vetro sono stati eseguiti più di 450 disegni tecnici per 1200 mq di vetro curvato sferico realizzati con 36 stampi, per un totale di 680 lastre di vetro. Il vetro scelto è Planibel Linea Azzurra di AGC Glass Europe caratterizzato da facilità con cui può essere tagliato, molato, temperato, curvato e stratificato.

Il fronte nord è rivestito con una serie di lamelle lignee che si flettono, evocando il vento tipico dei territori azerbaigiani, simbolo naturale di flussi. Questa “pelle”, su precisa intenzione dei progettisti,  determina un controllo passivo del microclima interno massimizzando gli scambi energetici.

Il piano terra accoglie il visitatore e lo avvicina alla storia, al patrimonio culturale e alle bellezze naturali del Paese, accompagnato lungo il percorso da pentagramma musicale in legno e metallo su una grande parete interattiva, un richiamo all’importanza della musica azerbaigiana, patrimonio immateriale dell’UNESCO. Il primo piano è cosparso di aiuole colorate, riconducibili alle diverse temperature che ne determinano i paesaggi azerbaigiani, considerato che in Azerbaigian si concentrano 9 delle 11 aree climatiche riconosciute al mondo.

Il secondo piano è dedicato ai sapori dell’Azerbaijan, agli alimenti tipici, la loro varietà, la loro produzione OGM free, le ricette, le proprietà salutari e le strategie per conservare questo patrimonio per il futuro.

La prima sfera rappresenta l’Azerbaigian come crocevia geografico, storico e culturale, aperto al dialogo e rivolto verso i punti cardinali del Mondo. Questa sfera non è chiusa come le altre ma è pensata per favorire i flussi d’ingresso al Padiglione.

Nella sfera più grande un’installazione centrale riproduce un albero di melograno, simbolo di vita e prosperità. Alla base della chioma dell’albero i “Portraits of Azerbaigian”mostrano volti di uomini e donne, la vita del Paese, nella parte superiore della sfera, all’interno della chioma del grande melograno, visori 3D permettono di conoscere ed esplorare i simboli del Paese.

La terza biosfera ospita un albero rovesciato: le radici guardano verso l’alto e alimentano la visione del futuro. Un nutrimento continuo tra tradizione e innovazione. All’interno con contenuti multimediali si esplorano le principali attrazioni turistiche della capitale.

(maggiori info www.azerpavilion2015.com)