Città delle Arti e delle Scienze – Calatrava

Città delle arti e delle Scienze Valencia di Santiago Calatrava e Félix Candela
Città delle arti e delle Scienze Valencia di Santiago Calatrava e Félix Candela

La Città delle Arti e delle Scienze di Valencia è un complesso architettonico progettato da Santiago Calatrava.

Per Calatrava non vale l’espressione “nessuno è profeta in patria”, Valencia, la sua città natale, è infatti nota come “la città di Calatrava”, così come Barcellona di Gaudì.

La Città delle Arti e della Scienza appare come una magnifica  e radiosa opera, autentica città futurista, nuovo simbolo glorioso della Valencia contemporanea, collocata sull’antico letto del Turia per un’estensione di 350.000 mq, tra la città storica e il distretto costiero di Nazaret. Il contesto mediocre di recente costruzione di blocchi residenziali, pragmatici e convenzionali, si scontra con l’opera, segno evidente del drastico cambio politico.

Gli edifici che costituiscono la Città delle Arti e della Scienza progettato dall’architetto Santiago Calatrava, sono dunque disposti lungo un asse, ciascuno con la sua originale forma avveniristica.

  • L’ampia galleria di cristallo del Museo de las Ciencias Prìncipe Felipe, corpo principale del complesso, con lo scopo di far apprendere i progressi della scienza e tecnologia in forma completamente interattiva “vietato non toccare”. Caratterizzata da una facciata trasparente in cristallo a nord e una facciata opaca a sud, studiata secondo le caratteristiche ambientali del luogo. La sua struttura in cemento bianco e acciaio evoca un gigantesco scheletro, che ingoia il visitatore e lo sommerge nei bellissimi spettacoli delle sue viscere. Contiene al suo interno diverse terrazze nelle quali si sviluppano le esposizioni. Tutto è supportato da spettacolari archi di cemento armato che costituiscono la struttura simile ad un albero ramificato. 42.000 mq di superfice costruita, di cui 26.000 espositivi, si sviluppa su tre livelli
  • Unito ad esso, l’Hemisfèric, esteso su circa 13.000 mq, una struttura che evoca un gigantesco occhio umano, che ospita spettacoli di Cine Imax Dome, un Planetario ed un Laserium, con tecnologie audiovisive d’avanguardia. L’Hemisferìc nasce da una pianta ellittica con all’interno un globo che ospita il planetario. Quest’ultimo è costituito da una gigantesca semi-sfera in calcestruzzo, coperta da un involucro trasparente (lungo 110 m e largo 55,5 m), che costituisce la “pupilla”. Questa sala proiezioni può ospitare un totale di 310 persone ed è stata concepita perché lo spettatore possa sperimentare le attraenti sensazioni offerte dall’ultima tecnologia dell’immagine su uno schermo concavo di 900 mq, e del suono mediante sei canali stereofonici. L’ingegnoso effetto ottico è amplificato da un sottile specchio d’acqua, esteso su una superficie di 24.000 mq, che riflettendo raddoppia l’immagine dell’edificio creando illusoriamente un occhio intero. La vasca ha il fondo in vetro e costituisce la copertura per la biblioteca, l’auditorium e il ristorante, illuminati con luce zenitale.
  • Il Palacio de las Artes Reina Sofìa (1996-2006), che evoca un elmo o la struttura di un cranio, dove il teatro è raccolto tra due involucri di calcestruzzo limitatamente uniti tra loro e coperto da una lingua che raggiunge i 70 metri di altezza. L’edificio è costituito da quattro sale dotate di sistemi tecnologici per la diffusione musicale e l’insonorizzazione di ciascun modulo. L’elemento principale, è l’auditorium collocato nel cuore dell’edificio, con una capacità di 1.706 persone. Nella zona ovest del complesso, un secondo auditorium, con capienza di 400 persone, è destinato alla musica da camera. La parte est, posta sotto uno dei due involucri che compongono l’edificio, ospita invece una sala con capacità pari a 1.520 spettatori, dedicata agli spettacoli teatrali. Infine un auditorium con una capacità di 400 posti, situato vicino al volume centrale, è destinato alla divulgazione del teatro e della danza sperimentale e presenta una galleria per le esposizioni di mostre temporanee.

Con un palcoscenico di oltre 1.500 m2, è equipaggiato con la tecnologia più avanzata per poter ospitare qualunque tipo di allestimento scenico, operistico, e musicale grazie alle sue piattaforme mobili, agli scenari intercambiabili e al servizio di traduzione simultanea mediante schermo collocato direttamente nella poltrona.

  • L’Umbracle è un percorso lungo più di 300 m, coperto da una serie di 55 archi, che consente i migliori scorci del complesso, progettato come un giardino d’inverno con decine di specie floreali, connotato da un forte legame tra arte e natura. Realizzato con granito, pavimento con legno Tek, acciaio e opere d’arte di scultori contemporanei. Al piano inferiore è collocato un parcheggio, che può ospitare fino a 690 auto e 20 autobus.
  • Agorà (2005-2009) è l’ultimo edificio realizzato nella cittadella, e svolge la funzione di grande piazza polivalente coperta a pianta ellittica.

Inserito nel complesso della Città delle Arti e delle Scienze, il Ponte L’Assut d’Or rappresenta la terza grande opera progettata da Santiago Calatrava per la propria città natale. Situato tra il Museo delle Scienze e l’Oceanografico (progettato da Félix Candela), questo ponte a tiranti in acciaio e cemento bianco misura 180 metri in lunghezza e 39 metri in larghezza. È dotato di tre corsie per entrambi i sensi di marcia e di un enorme pilone curvo di 123 metri di altezza a cui è ancorata una serie di ventinove cavi disposti a forma di arpa.

Ing. Maria Anna Nico

Progetto: Santiago Calatrava / Félix Candela
Dove: València (Spagna)
Anno: 1996
Guarda il progetto nel sito ufficiale: www.calatrava.com
Image ©: ARClickDesign CopyRight (l’utilizzo delle immagini è concesso solo con link al sito www.arclickdesign.com o a questo articolo)